PERCHE’ PER LA SVEZIA E' INTERESSANTE L'APPROCCIO EDUCATIVO DELLE SCUOLE COMUNALI DELLA BASSA REGGIANA?

Pubblicato il 09/03/2018

Ina Furtenbach-Linden , direttrice dei servizi educativi 0-6 anni a Goteborg Ovest, gestisce nidi e scuole d’infanzia della seconda città della Svezia che conta 572.779 abitanti.

Ina e altri dirigenti scolastici svedesi, si trovano in questi giorni in Italia per confrontarsi sull'approccio pedagogico a cui si ispirano i servizi educativi dei Comuni dell'Unione Bassa Reggiana (Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo) e, in particolare, sul tema della partecipazione delle famiglie.

A margine dell’evento del pomeriggio, dove pedagogisti e insegnanti di ASBR si sono confrontati con i colleghi svedesi, abbiamo avuto modo di approfondire le ragioni della pluriennale collaborazione tra i due Paesi, con Ina Furtenbach Linden.

“Sono tanti anni che collaboriamo con i Comuni della Bassa Reggiana. La vostra influenza ha fortemente ispirato lo sviluppo qualitativo delle nostre scuole. Qui avete un livello di formazione pedagogica altissimo per gli insegnati; inoltre abbiamo sempre apprezzato l’organizzazione e la costruzione degli spazi delle scuole.

In Svezia, fino al 2010, l’approccio al tema del nido e della scuola dell'infanzia era di tipo assistenziale, tanto da essere incluso nell'alveo dei servizi sociali. Il vostro approccio educativo, invece, si fonda sulla centralità del bambino. 
Per chiarire: noi prima eravamo più focalizzati sulla cura dei bambini, non tanto sull’apprendimento come invece fate qui. Questa è la differenza.

In questi giorni di studio sul campo, ci ha colpito l’alta qualità dell'agire educativo, nel rispetto delle esigenze di ciascun bambino e bambina. 
Il progetto Parenthood 2.0, favorisce il confronto sulle occasioni partecipative che i servizi offrono alle famiglie.
L’espressione “scuole di comunità” la trovo stupenda”.