I Linguaggi delle Differenze

Pubblicato il 09/11/2017

La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza.

Gregory Bateson                          


La società contemporanea ci pone frequentemente contesti nei quali incontrare differenze e spesso tale complessità , all'interno delle istituzioni, ci porta ad incontrare bambine e bambini con storie e vissuti ricchi ed eterogenei. Ne osserviamo la diversità nei processi di apprendimento, negli stili di pensiero, nelle dinamiche di relazione e di attaccamento, nei vissuti familiari. sociali e culturali.


La connessione tra le differenze è un nodo cruciale della nostra contemporaneità, portatrice e creatrice di molteplici scambi e suggestioni.


Quello che in questi anni, lavorando con le differenze, abbiamo compreso è che la possibilità di confrontarsi con la diversità avviene soprattutto a scuola: è qui che i bambini capiscono l'importanza di avere accanto altri bambini, vedendo e toccando con mano il fatto che ci sono tante strade diverse per fare la stessa cosa, perché ogni bambina/o mette in gioco le sue personali strategie e il proprio stile.


A scuola i bambini vivono la diversità come una dimensione esistenziale e non come una caratteristica emarginante, e sono stimolati a ricercare nuove strategie relazionali, comunicative e organizzative che contribuiscono ad ampliare i propri orizzonti di possibilità.


All'interno della progettualità educativa non si tratta di individuare spazi speciali, strumenti e strategie aggiuntive idonee ad accogliere le differenze. Nel nido e nella scuola dell'infanzia si tratta di promuovere un approccio non stereotipato alla differenza e assumere prospettive di intervento che propongano, attraverso la riflessione, il confronto e il dialogo, di considerare possibile intraprendere percorsi educativi aperti a nuovi bisogni e orientati alla valorizzazione delle differenze.


Alla luce di queste premesse, nell'anno scolastico 2004-2005 è nato il progetto "I Linguaggi delle Differenze", con cui lo psicologo dell'Azienda Servizi Bassa Reggiana si propone di contribuire alla riflessione contemporanea sui temi delle differenze, delle differenti abilità, delle differenti storie di vita e della multiculturalità.


Attraverso la supervisione e la formazione lo psicologo delinea, insieme al personale educativo, le strategie e le modalità utili per accompagnare i bambini e le bambine nel loro percorso di crescita. Inoltre qualora si presentino delle situazioni che suscitano dubbi e incertezze, le insegnanti e la pedagogista possono richiedere la collaborazione dello psicologo, Il suo intervento può prevedere momenti di osservazione in sezione, colloqui di consulenza agli/alle insegnanti, colloqui di confronto con la pedagogista, incontri di restituzione e condivisione delle osservazioni effettuate, volti alla co-costruzione di linee di intervento.


Accanto a queste azioni, all'interno del progetto I Linguaggi delle Differenze l'equipe delle psicologhe propone ogni anno un percorso formativo agli/alle insegnanti dei nidi e delle scuole dell'infanzia, spazio che ha favorito e sostenuto in questi anni importanti scambi e riflessioni, e che ha vissuto nel tempo alcune riformulazioni.
            
Inizialmente la formazione proponeva agli insegnanti di calarsi maggiormente sulla tematica della diversa abilità con l'intento di offrire risposte concrete nella pratica quotidiana del lavoro con i bambini con certificazione.

In seguito il focus del percorso si è rivolto principalmente alla figura dell'insegnante di sostegno. Attraverso la riflessione e il confronto si è cercato di stimolare la presa di responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo, generando un nuovo pensiero legato al lavoro dell'insegnante di sostegno. 

Nel tempo è poi emersa la necessità di fermare e "fissare" in modo più concreto il lavoro svolto con i/le bambini/e: le strategie, gli strumenti utili e i possibili ostacoli al loro percorso di crescita e conoscenza. Questa necessità si è concretizzata nella costruzione di uno Strumento che si propone non solo di raccogliere informazioni e riflessioni per creare una memoria del lavoro svolto dall'insegnante di sostegno, ma vuole anche offrirsi all'intero gruppo sezione come stimolo ad assumere un diverso modo di guardare e approcciarsi alla differenza. Oggi, animati dal valore dell'inclusività educativa si è cercato di avviare una riflessione sulle differenze che assuma come riferimenti sia tutti i/le bambini/e di una scuola, in quanto espressione dell'insieme delle diverse abilità, sia il concetto di barriere che ne impediscono la partecipazione e l'apprendimento. L'utilizzo di questo particolare punto di vista, infatti, ci ha permesso di focalizzare l'attenzione su quelle caratteristiche dei contesti (spazi, materiale) che si rivelano degli ostacoli alla partecipazione piena alle attività per tutti i bambini e le bambine. L'inclusione mira a garantire la partecipazione di tutti, ciascuno con le proprie differenze, nel processo di apprendimento. Per realizzarla ci è richiesto di raggiungere e realizzare nella quotidianità il superamento del concetto di omogeneità formativa e valutativa. Alla luce di ciò, ci proponiamo di proseguire una forte riflessione in merito alla formazione degli insegnanti, nella prospettiva del superamento della distinzione tra la figura dell'insegnante di sostegno e quella dell'insegnante di sezione, oltre che ripensare il concetto di certificazione e i suoi effetti.

A partire dall'anno scolastico 2015-16, lo spazio formativo proposto nel progetto I Linguaggi delle Differenze è sceso nel campo dell'agire quotidiano prendendo la forma della supervisione. 

Supervisione come strumento di contenimento,  di formazione continua, di supporto, di miglioramento delle qualità del nostro lavoro, luogo e spazio in cui la sperimentazione professionale incontra una cornice che permette di pianificare le azioni educative secondo i principi dell'Inclusione e alla luce dei valori pedagogici che ci guidano.

Gli/le insegnanti in questo spazio sono invitati/e ad individuare situazioni che suscitano dubbi e incertezze inerenti l'ambito delle differenze e il loro approcciarsi a queste, sono guidati/e nel condurre osservazioni e documentazioni video che verranno poi condivise con il gruppo allargato alla supervisione.

L'esplicitazione di possibili letture e sguardi sulle situazioni, comprendendo anche i vissuti emotivi dell'educatore, permetterà di aumentare la consapevolezza rispetto a sé e alle dinamiche del contesto, di arricchire di possibilità l'agire professionale, di individuare strategie e modalità utili per accompagnare i bambini e le bambine nel loro percorso di crescita.

Il percorso formativo di quest'anno ha preso avvio lo scorso 6 Novembre alla scuola dell'infanzia Arcobaleno di Guastalla. Il gruppo di insegnanti, psicologhe e pedagogiste si è confrontato sui concetti di Apprendimento, Narrazioni, Osservazioni, Cambiamenti, Relazioni, Supervisione, evidenziandone connessioni e significati.

Si è condivisa l'impostazione di lavoro per procedere nel percorso e costruire i tre incontri di supervisione che realizzeranno nel corso dell'anno.

La supervisione consente alle/gli insegnanti di narrare le proprie esperienze e le proprie azioni ricostruendone il senso ed evidenziandone le possibili prospettive di sviluppo, portando alla luce le intenzioni, le motivazioni, le opzioni etiche e valoriali in esse implicate, inscrivendole all'interno di una rete di significati culturalmente condivisi.